Rehub srl

Rio Terà San Salvador, 1, Venezia, Veneto, 30141, Italia.

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rehub è una startup innovativa che ha sviluppato un processo (patent pending) per dare nuovo valore agli scarti di vetro non riciclabili, trasformandoli in nuovi oggetti sostenibili e monomaterici

Rehub dona nuovo valore agli scarti di vetro non riciclabili sfruttando un innovativo processo (proprietario - patent pending) sostenibile e a basso impatto ambientale
rehub è una startup innovativa che ha sviluppato un processo per dare nuovo valore agli scarti di vetro non riciclabili. La startup è in grado di trasformare il vetro di scarto in una pasta lavorabile a temperatura, con la quale riesce a produrre un’ampia gamma di nuove soluzioni per il mondo dell’architettura e il design; prodotti mono-materici e interamente realizzati con materia prima seconda (privi di plastiche, resine o altri materiali “alieni”). In rehub fondiamo tradizione e artigianato con tecnologia e design, seguendo i principi dell'economia circolare. I nostri prodotti sono unici, sostenibili e raccontano di come anche una tradizione millenaria possa essere la scintilla per un’innovazione travolgente. MANIFESTO Spesso descriviamo l'ambiente come un elemento terzo, una zona "fuori" da casa nostra, uno spazio fisico diverso da noi. In realtà l'ambiente è casa nostra tanto quanto lo è l'appartamento in cui viviamo. Eppure, non ne abbiamo cura. Ci dedichiamo in maniera maniacale alle pulizie di casa, compriamo prodotti in grado di eliminare ogni tipo di macchia dai nostri vestiti, utilizziamo unguenti e creme per la cura del nostro corpo. Ma per l'ambiente non facciamo altrettanto e il riscaldamento globale ne è la prova; le sue conseguenze ci spaventano, eppure spesso ci dimentichiamo che non è solo la politica a doversene occupare: spetta ad ognuno di noi - privati e aziende - compiere dei gesti quotidiani in grado di invertire (o quanto meno limitare) questa propensione tutta umana all'autodistruzione del Pianeta in cui viviamo. rehub - la nostra startup - è nata con questo scopo. Lavorando a stretto contatto con i maestri vetrai di Murano ci siamo accorti che il 50% del vetro lavorato in isola diventa scarto; ogni anno ne finiscono in discarica circa mille tonnellate, un volume pari a quello del campanile di San Marco. Il problema è che questo vetro non può essere riciclato; per disfarsene, le vetrerie spendono in trasporto, analisi e smaltimento, e poi spendono nuovamente per comprare altra materia prima che inevitabilmente alimenterà questo loop. Mille tonnellate di vetro di scarto solo a Murano! E sono comunque ben poca cosa se paragonate alle 130 milioni di tonnellate di vetro di scarto non riciclabile prodotti ogni anno a livello globale. In molti credono che tutto il vetro sia riciclabile, ma non è così: esistono diversi tipi di vetro e solo i cosiddetti "imballi" hanno una filiera del riciclo efficiente. Tutto il resto (pensiamo, ad esempio, ai bicchieri che mettiamo in tavola, alle lampade, alle finestre e ai parabrezza) viene buttato e finisce in discarica o è destinato a processi di downcycling. Si tratta di uno spreco irragionevole se pensiamo che la sabbia – elemento base per la produzione del vetro - è la seconda materia prima più sfruttata al mondo dopo l'acqua; ed è uno spreco a maggior ragione se riflettiamo sulla quantità di energia necessaria a trasformare questa sabbia in vetro. A partire da questi dati rehub ha plasmato la sua mission: dare nuovo valore a tutto quello scarto di vetro che per motivi logistici, storici o di filiera non viene riciclato, unendo il sapere umano (tradizione, artigianato, ricerca, design, arte) alle nuove tecnologie. Dopo alcuni anni di ricerca e sviluppo, in rehub abbiamo messo a punto un nuovo processo grazie al quale riusciamo a trasformare gli scarti di vetro in un nuovo materiale, una pasta facilmente lavorabile a temperatura ambiente. Questa pasta ha una consistenza simile all'argilla e può essere trasformata utilizzando i più comuni processi industriali come la rullatura, lo stampaggio e l'iniezione; inoltre, grazie a un estrusore sviluppato dalla nostra startup - brevettato - la pasta di vetro può anche essere stampata in 3D. rehub è quindi in grado di sviluppare un'ampia gamma di nuovi oggetti, ma anche superfici e rivestimenti. Si tratta di prodotti sostenibili perché realizzati con materia prima seconda, privi di plastiche o resine ma soprattutto perché il nostro innovativo processo necessita del 70% in meno dell'energia normalmente utilizzata per lavorare il vetro. Gli oggetti realizzati da rehub raccontano di come una diversa e più attenta gestione delle materie prime sia possibile, e di come una tradizione millenaria come quella dell’arte vetraria muranese possa essere la scintilla per un'innovazione travolgente, in grado di migliorare la qualità dell'ambiente che ci circonda. Il processo infatti è applicabile non solo al vetro di Murano (realtà dalla quale siamo partiti), ma anche ad altri tipi di vetro non riciclabile, motivo per cui nel lungo periodo potremmo davvero fare la differenza a livello globale. Con gli oggetti che attualmente produciamo, da soli o in collaborazione con aziende del settore moda e design, stiamo dimostrando come tutti i rifiuti, anche quelli considerati "irrecuperabili", possano invece essere rivalorizzati e il nome scelto per la startup interpreta in pieno questa mission: la pronuncia fonetica di “rehub” rimanda all'idea di "riabilitazione"; il prefisso "re" è un chiaro riferimento alle quattro R dell'economia circolare (Reduce, Reuse, Recycle, Recover); "hub" invece è uno snodo di arrivi e partenze, è il luogo fisico in cui avviene la trasformazione. In rehub gli scarti di vetro entrano come rifiuti ed escono "riabilitati", con una veste nuova. Chi sceglie rehub non si limita ad acquistare degli oggetti o a proporre ai propri clienti delle collezioni “circolari” dal design ricercato: chi sceglie rehub sposa la causa della sostenibilità e aiuta la nostra startup a promuovere e a diffondere un nuovo concetto di estetica, legato al rispetto dell'ambiente e del nostro Pianeta. Gli oggetti ottenuti attraverso il nostro processo ambiscono a diventare il simbolo di un nuovo modo di concepire il consumo: attento, etico ed eco-friendly. Think local, act global: siamo partiti da una questione locale, ma per incidere davvero sul problema globale non possiamo ignorare l'enorme quantità di rifiuti in vetro prodotti ogni giorno. Attualmente i nostri sforzi sono tutti concentrati nel miglioramento del processo e nell'implementazione delle nostre tecnologie: stiamo sviluppando un macchinario, compatto e facile da utilizzare, in grado di trasformare in automatico ogni tipo di rifiuto di vetro nella nostra pasta rivoluzionaria; la pasta potrebbe poi essere venduta come semilavorato (al comparto della ceramica, per esempio), oppure essere trasformata direttamente in nuovi prodotti e superfici da commercializzare. Grazie alla nostra soluzione, tutte le aziende che oggi producono o trattano scarti di vetro non riciclabili sarebbero in grado di convertire una mera voce di costo in ricavo, trasformando in-house i propri rifiuti. L’obiettivo è di promuovere una filiera del riciclo parallela a quella esistente, un circuito di serie B dove convogliare tutto il vetro che non ha le caratteristiche per entrare in quello degli imballi. Abbiamo cominciato da Murano e per Murano. Vogliamo continuare a farlo per il nostro Pianeta e il futuro dei nostri figli. Sogniamo un mondo senza rifiuti.

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